La Terra non è un'eredità. È una promessa.

La Terra non è un'eredità. È una promessa.

01.09.2026 Editoriale

1 settembre – Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato

C'è una domanda che il nostro tempo non può più rimandare:

Che mondo vogliamo consegnare a chi verrà dopo di noi?

Per troppo tempo abbiamo guardato la Terra come qualcosa da consumare, da sfruttare, da possedere. Abbiamo preso più di quanto fossimo capaci di restituire. E oggi il creato ci parla: attraverso i boschi che scompaiono, i mari feriti, l'aria che cambia, ma anche attraverso il silenzio di tante creature che non incontreremo più.

Eppure la speranza è ancora possibile. Ogni volta che scegliamo di rispettare invece di dominare, di custodire invece di sfruttare, di condividere invece di accumulare, il mondo ricomincia a respirare. Custodire il creato non significa soltanto piantare un albero o differenziare i rifiuti. Significa imparare a guardare ogni persona, ogni animale, ogni pianta, ogni goccia d'acqua come un dono affidato alle nostre mani. Perché non può esserci giustizia sociale senza giustizia ecologica. Non esiste un futuro davvero umano se la casa comune continua a essere ferita. La Terra non ci appartiene, la attraversiamo soltanto per un tratto di strada. E ciò che lasceremo dietro di noi parlerà di noi molto più delle parole che avremo pronunciato.

Per questo, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, desidero lanciare un invito semplice, ma capace di diventare un piccolo seme di cambiamento.

"Custodi del Domani" – Un concorso aperto a tutti. Giovani, adulti, famiglie, scuole, associazioni, artisti, fotografi, scrittori, musicisti, semplici cittadini. Partecipate con ciò che meglio racconta il vostro amore per la Terra:

  • Una fotografia;
  • Un disegno o un dipinto;
  • Una poesia;
  • Un racconto;
  • Una canzone;
  • Un breve video;
  • Una riflessione personale;
  • Un gesto concreto di cura del creato raccontato attraverso immagini o parole.
Non cerchiamo opere perfette. Cerchiamo cuori che sappiano ancora meravigliarsi.

I riconoscimenti saranno volutamente simbolici ed etici, perché il premio più grande sarà diventare ispirazione per altri.

Le opere selezionate saranno raccolte e valorizzate in forme che costruiremo insieme: una mostra, una pubblicazione, un e-book, un'esposizione itinerante, uno spazio digitale condiviso o un evento aperto alla comunità.

Perché le idee belle non devono rimanere chiuse in un cassetto: devono camminare, incontrare persone e generare altro bene.

Forse il mondo non cambia tutto in una volta. Ma cambia ogni volta che qualcuno decide di diventarne custode. E forse la rivoluzione più grande comincia proprio così: con una mano che pianta, con uno sguardo che contempla, con una parola che educa, con un bambino che si stupisce, con un adulto che ricomincia a sentirsi responsabile.

La Terra non ha bisogno di spettatori. Ha bisogno di custodi.

E il momento per cominciare, è adesso.

di Don Ambrogio Avelluto
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INFO UTILI PER PARTECIPARE:

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